sabato 4 ottobre 2008

Torrioni Magnaghi

[Renzo, i Magnaghi e la neve]

Venerdì comioncia il giro di sms fra il mitico trio. Già di primo mattino si capisce che sarà un altro week-end senza Paolo. Rimaniamo Renzo ed io. Decidiamo che la prossima nostra metà sarà la Traversata dei Magnaghi, ancora in Grignetta. Si tratta di concatenare le vie di salita ai tre torrioni, Meridionale, Centrale e Settentrionale.
Ci troviamo come al solito a Lecco e partiamo dai Piani di Resinelli poco dopo il sorgere del sole che spunta dalle Orobie. Fa freddo e soffia un vento freddo e tagliente. Salendo per la Cresta Cermenati vediamo a terra qualche pallina bianca, come se avesse appena grandinato. Quando prendiamo il sentiero che attraversa in costa il versante della Grigna verso i Magnaghi, cominciano le prime chiazza di neve. Arrivati all'imbocco del canalino da discendere per raggiungere l'attacco del Canalone Albertini lo troviamo pieno di neve: una ghiacciaia. Il vento si accanisce contro di noi tanto da farci tentennare. Ma proseguiamo...

[Renzo al primo tiro della Lecco]

La "Albertini" è una via di max IV+. Apro i primi due tiri. Dal terzo tiro ci alterneremo fino alla vetta. Ci arriviamo bene e concludiamo i primi 200m di arrampicata con uno spuntino accanto alla croce divelta della vetta del Torrione Meridionale.
Da qui "cicchiamo" alla grande il famoso "traversino" che porta al secondo torrione. Noi siamo scesi a destra (est) per una ventina di metri e poi con una doppia da 25 metri siamo atterrati all'inizio del punultimo tiro di una via (la variante "Polvara") che porta in cima al secondo torrione. Renzo accorpa questi due tiri superando tre cordate in un colpo solo. Scesi alla forcella GLASG (altro freezer innevato) attacco la "Lecco" al terzo torrione, quello settentrionale. Senza alcuin problema arrampichiamo in alternata questi ultimi 125metri e giungiamo alla vetta finale.

[In vetta al terzo torrione]

Bellissimo concatenamento, non particolarmente difficile, ma con condizioni abbastanza fredde e neve quà e là. Un buon allenamento per me a salire da primo...ma ne ho ancora da imparare. Senza voler fare l'eroe, perchè non è proprio il caso, devo dire che una cosa è certa: un passaggio di IV+ in Grigna è tutta un'altra cosa rispetto a farlo in falesia. Un po' per la chiodatura meno fitta e un po' perchè sotto non hai 20 o 25 metri e un po' perchè secondo chi a dato i gradi in Grigna era un po' tirchietto. Insomma, come diceva un tipo della TV, provare per credere.
Adesso ho voglia di fare una camminata, magari in compagnia....

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domenica 28 settembre 2008

Torrione Palma

[Il Torrione Palma]

Settembre sfortunato, per un verso o per un altro non siamo riusciti fino ad oggi a fare nulla se non una fugace scappata in quel di Casazza. Paolo è infognato nel lavoro, Renzo ed io abbiamo voglia di mordere la roccia "vera". Renzo ha appena letto su Alp la relazione della via Cassin al Torrione Palma nel gruppo della Grigna Meridionale. Venerdì telefono a Renzo e decidiamo: domenica si va (senza Paolo, purtroppo).
Alle 6e30 davanti all'Ospedale di Lecco ci siamo solo noi due. Forse è un po' presto, ma è una fortuna che sia così. Infatti arrivati ai Piani dei Resinelli Renzo si accorge che ha lasciato le scarpe in macchina, a Lecco. Giù di volata e poi di nuovo su. E tutto l'anticipo se ne è andato.

[Le nebbie ci circondano]

La giornata è freddina (ci sono 5 gradi). Partiamo e in un'ora e mezza siamo alla base della via. Alle 10 Renzo attacca il primo rinvio. Saliamo. La roccia è molto bella, ma non è così su tutta la parete: appena a lato della via spesso si trova roccia un po' friabile. Ma questo non costituirà un problema.

[In vetta]

Il problema sarà un'altro e si presenterà all'inizio del 7° ed ultimo tiro quando non riuscirò a superare il solito malefico "diedrino strapiombante" e sarò costretto a ricorrere a miseri espedienti (staffa) per superarlo con buona pace delle 2 coredate che ci seguivano e che si sono messe in pazienta attesa che io finissi i miei patetici tentativi. Rabbia. Vergogna. Devo rifarmi. Fortunatamente Renzo si è già reso disponibile a fare "vergot" per "rimettermi in sella" dopo questa brutta caduta.

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lunedì 15 settembre 2008

Duro colpo


Questo week end il meteo ha messo a segno un duro colpo. Pioggia e freddo hanno preso il posto del sole estivo. Le temperature sono calate a picco. E il "mitico trio" è rimasto a casa!!!

Non mi è restato che "crogiolarmi" nei ricordi di un'estate che sembra essere finita all'improvviso.

Speriamo che reagisca e che con un teatrale colpo di coda respinga questo autunno iincalzante.

sabato 6 settembre 2008

Casazza

[Renzo su Siddharta]

Settembre. Il "fantastico trio" si riunisce di nuovo dopo il periodo di ferie. A parte Paolo, che anche durante le vacanze ha messo le mani sulla roccia, io e, credo, Renzo avevamo un po' di ruggine da togliere.
Per questo motivo, per il meteo ancora una volta ballerino (ormai credo che sia accanito conto di noi) e per Paolo che si trascina il lavoro anche durante i week end, abbiamo deciso di andare a fare un po' di palestra d'arrampicata invece di una uscita in montagna.
Ma questa volta Renzo ed io ci siamo rifiutati categoricamente di tornare alla solita (anche se cara) Predore e ci siamo imposti: falesia nuova! Casazza.

[Renzo su Fantazie]

Di Casazza ce ne aveva parlato un tipo solitario un giorno a Predore. Si tratta di una falesia molto carina, letteralmente "estratta! dalla vegetazione come un tempio Maia. E' costituita da un bel placcone di calcare con almeno 55 vie (ne stanno aprendo in continuazione e anche oggi c'erano un paio di chiodatori) con difficoltà dal IV in su (e i gradi non mi sono sembrati "regalati").
Ne abbiamo fatte: Siddartha (IV+), Tante belle foglie colorate (V), Fantazie (IV+), Le stelle stanno a guardare (V+) e Felix (V).
Ci sono ancora tante vie da provare. Credo proprio che torneremo.

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giovedì 4 settembre 2008

Vacanze

[Tulum]

Dopo tanta montagna ci voleva una vacanza "di rottura".
Un viaggio per vedere cosa c'è in giro per il mondo, come vivono altre popolazioni, sentire odori e profumi nuovi.

[Cenote]

Ho visitato posti incantevoli, curiosi, affascinanti strani e a volte contraddittori. Luoghi dove la natura prevale su tutto e dove lo stupore e la meraviglia ti sorprendono.

[Spiaggia]

E poi il relax su spiagge bianche con un mare caldo e turchese.
Ma da questo week end.....si riprende a vagar per i monti!!

venerdì 8 agosto 2008

Punta Osvaldo Esposito

[La meta]

Giovedì orobico.
Mollo tutto e parto. Mi trovo da Renzo a Treviglio alle 6e30. Alle 8e30, dopo una buonissima colazione in un simpatico bar di Branzi, siamo a Carona. Percorriamo (previo permesso) con la Panda 4x4 di Renzo lo sterrato che porta al lago Fregabolgia fino alla parenza del sentierino che ci porterà verso le pietraie che conducono all'attacco della via.
Obiettivo di oggi? La Cima Osvaldo Esposito in alta Val Brembana. La via sale lungo il diedro NNE. 7 lunghezze inframezzate da una calata. Difficoltà non elevata, dal III al IV+. Ideale per battezzarmi come primo di cordata su una "vera via" di montagna.

[Renzo sul diedro del secondo tiro]

Infatti, al termine del primo tiro, Renzo mi "passa le armi". Parto. E' una bellissima sensazione. Salire senza sapere con esattezza ciò che mi aspetta e cercando la via più logica.
Nella parte dopo la discesa in doppia Renzo si cimenta da primo su un diedro bagnatissimo per via dei temporali della sera prima. La roccia è decisamente fradicia, ciò non ostante riesce a salire. Lo seguo e raggiuntolo in sosta, riparto per i due tiri finali, l'ultimo dei quali assolutamente non protetto, anche se non particolarmente difficile tecnicamente (III+).


[In vetta!!]

Giunti in vetta ci felicitiamo reciprocamente per l'avvenimento, facciamo una frugale mangiata e poi ci infiliamo sull'aerea cresta della via di discesa.
Una magnifica giornata piena di soddisfazioni, con un meteo all'altezza della situazione.

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domenica 3 agosto 2008

Il Dente

[Infreddoliti all'alba]

Era nell'aria da tempo. Nessuno di noi c'era mai stato, ed una "classica" del gruppo del Bianco come il Dente del Gigante prima o poi la si doveva fare.
Meglio prima. Sabato pomeriggio siamo saliti con una delle ultime funivie, al Rifugio Torino. Splendida accoglienza, lauta cena e a nanna, domani Paolo ha deciso che la sveglia suonerà alle 4!!
Dopo una notte tutto sommato buona, alle 4 siamo in piedi e un'oretta dopo siamo già con i ramponi ai piedi sulla traccia che attraversa il Colle del Gigante. In un'ora esatta siamo al colletto in cima al ripido (45°) canalino nevoso e in un'altra oretta siamo alla Gengiva, all'attacco della via. Ma il vento, non fortissimo, però abbastanza tagliente e la bassa temperatura ci fanno desistere dall'aggredire subito il Dente. L'idea originale era di salire per la Geant Branchè, ma con mani gelate e piedi insensibili come superare tratti di V+? La verità e che forse siamo all'attaco con due ore di anticipo... Aspettiamo che faccia un po' più caldo. Renzo intanto da forfatit: oggi non è in forma, freddo o non freddo.

[Sulle placche Burgener]

Verso le 8 arriva una prima cordata (un francese con francesina _non carina_ al seguito). Senza il minimo tentennamento indossano le scarpette e si portano all'attacco della normale. Sotto sono in arrivo altre cordate. Paolo ed io ci guardiamo negli occhi: siamo ancora belli gelati, ma non saremo mica delle femminucce no? Almeno la normale la si deve fare! In men che non si dica siamo a ruota dietro ai due francesi. Fino alle placche Burgener è stata una vera sofferenza. Io ho addirittura provato ad arrampicare con i guanti da sci!! Dalle Placche, grazie al movimento che ci ha scaldato, le cose cambiano. Saliamo in alternata (per me è la prima volta) e velocemente tanto che alle 9e50, dopo un'ora e tre quarti di salita, scavalcata la Punta Sella, siamo accanto alla madonnina posta in vetta.

[La punta Sella ed il Monte Bianco]

In cima godiamo di un panorama fantastico senza una nuvola all'orizzonte. Per la discesa decidiamo di seguire i francesi che si calano dalla parete Sud (invece che dalla normale o dalla Burgener come fanno in tanti). Sono 3 lunghisime calate verticali e quasi completamente nel vuoto. Facciamo la prima. Comincio a recuperare le corde ma dopo una decina di metri il nodo di giunzione si incastra nella (credo) unica fessura presente in parete: corda bloccata. Non si va più nè su nè giù.
La speranza era che gli spagnoli che erano lì accanto a me prima che mi calassi si rendesero conto del problema e facessero qualcosa per risolverlo. Ma questi vedendo la corda ferma immobile nell'anello di calata per lungo tempo, non sapendo cosa fare, hanno deciso di scendere dalla normale. Ci è voluta un'ora e mezza di tempo, fermi su una cengia a metà parete, e non so quante cordate passate e andate via, prima che altri 2 spagnoli si rendessero conto che forse qualcuno là sotto aveva bisogno un aiuto. Questi in pochi istanti hanno ritirato su la corda quela tanto che bastava per liberare il nodo dall'incastro e farci proseguire la manovra di recupero. Sollievo mio e di Paolo. Da quel momento fortunatamente tutto è andato liscio e alle 15 e 30 eravamo tutti sani e salvi al Rifugio Torino a bere una birra con i nostri "salvatori". Un sentito ringraziamento va a ugo e Charlie. Bravi!!
Noi abbiamo intanto imparato alcune cose che saranno sicuramente messe a frutto nelle prossime ascensioni.

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